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Il vangelo naturale dell’accoglienza

Cosmo Francesco Ruppi è stato Arcivescovo Metropolita di Lecce dal dicembre 1988 all’aprile 2009, ventuno anni, a cavallo di due secoli e due millenni in cui l’Adriatico e le coste salentine sono state al centro di un cambiamento geopolitico e antropologico epocale. Cosmo Francesco Ruppi, come Vescovo e come intellettuale, si trova a interpretare quelle circostanze e lo fa con uno sguardo lungimirante e attivo. Dopo l’episodio della nave Vlora a Bari (agosto ’91), sulla costa salentina si riversa un fiume ininterrotto di migranti che fuggono dalle condizioni di povertà e sbandamento dei loro Paesi. Cosmo Francesco Ruppi comprende subito il dramma umano di migliaia di persone: albanesi, turchi, curdi, egiziani, iracheni, cinesi, indiani, così nasce il Regina Pacis, uno dei primi centri europei per migranti. Nel centro si accoglie, si sfama, si procura un letto senza mai guardare: “al colore della pelle, alla provenienza e al credo religioso”. Dopo l’esperienza di quegli anni, oggi sembra prevalere la ferocia e l’indifferenza: migranti rinchiusi in lager, torturati, fatti annegare in mare, i volontari messi sotto accusa, l’Europa e l’Italia incapaci di difendere i diritti umani. Ripercorrere le parole e l’azione di Cosmo Francesco Ruppi, il Vescovo dell’accoglienza, ci fa riflettere su quello che è successo e su che riva ora noi siamo.

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