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Jazz degli ulivi

Inquieta, ostinata, audace, fragile come una foglia, sempre con la valigia in mano, questa è Samira Negrouche, giovane poetessa algerina ma anche espressione della migliore gioventù di Algeri. Allieva prediletta del grande poeta algerino Djamal Amrani, Samira evoca e invoca nella sua raccolta Jazz degli ulivi la presenza del padre, anzi dei padri, mancanti e presenti: Amrani, Rimbaud, Pier Paolo Pasolini, Jean Sénac, René Char, Léopold Sédar Senghor: questo l’albo genealogico e geografico della vita e della biografia letteraria di Samira Negrouche.

12,00 11,40

COD: ISBN 978-88-6278-020-9 Categoria:

Descrizione

Inquieta, ostinata, audace, fragile come una foglia, sempre con la valigia in mano, questa è Samira Negrouche, giovane poetessa algerina ma anche espressione della migliore gioventù di Algeri. Allieva prediletta del grande poeta algerino Djamal Amrani, Samira evoca e invoca nella sua raccolta Jazz degli ulivi la presenza del padre, anzi dei padri, mancanti e presenti: Amrani, Rimbaud, Pier Paolo Pasolini, Jean Sénac, René Char, Léopold Sédar Senghor: questo l’albo genealogico e geografico della vita e della biografia letteraria di Samira Negrouche. Ne è l’indicazione culturale del suo essere ponte fra l’Europa e il Mediterraneo. Inquietudine e indicazione di uno stato d’animo. Bagaglio e direzione del viaggio. Sicché le parti più toccanti dei suoi versi sono nel grido che si alza forte per lo svuotarsi della santa Madre Africa che approda dal deserto al Mediterraneo in cerca di pane, libertà e diritti: le madri delle nostre terre nascono per diventare orfane del loro ventre e far dono di queste speranze che vogliono lacerare il cielo, che cercano di andare oltre il destino, questo destino che già non è più loro.  Partenze. Esilii. Morte nelle acque anneganti e respingenti dell’Europa. Riva matrigna di chi consegna a feroci carnefici i profughi di umanità. Nella seconda parte del suo movimento Jazz Samira Negrouche, ricompone la scrittura nell’istante di una parola d’amore. Amore senza ritegno. Amore come libertà e liberazione. Cercato nella verità di due esseri che si parlano all’incrocio di un proibito da dove davvero può e deve iniziare il viaggio. Nel grido, nel canto, nell’oblio, per andare oltre l’interdizione della parola che nel corpo trova la sua umanità. La rivoluzione che partorisce ogni altra rivoluzione ed è il desiderio della vita stessa. L’unica certezza. Il verbo di un invisibile mistero di specchi che solo la poesia può rimettere in piedi e riflettere.